Polignano a Mare - «A scuola nessun bambino deve sentirsi in un angolo. Nessuno». È il messaggio del sindaco di Polignano a Mare, Vito Carrieri, intervenuto nel dibattito sull’inclusione degli alunni con background migratorio nelle scuole italiane.
Il confronto nazionale si è acceso dopo l’annuncio di un intervento del Governo sulla presenza nelle singole classi degli alunni stranieri che non conoscono la lingua italiana. Sul tema è intervenuto anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, richiamando il principio costituzionale secondo cui «la scuola è aperta a tutti» e sottolineando il ruolo dell’istruzione nella coesione sociale.
Carrieri invita a non sovrapporre provenienza, cittadinanza e difficoltà di apprendimento.
«Ogni bambino è diverso dall’altro: per la propria storia familiare, per le condizioni sociali ed economiche, per la lingua che parla a casa, per le proprie capacità e anche per i modi e i tempi con cui apprende. La scuola – sottolinea il sindaco – deve essere il luogo in cui queste differenze vengono accompagnate e diventano occasione di conoscenza e crescita reciproca».
Una riflessione che il sindaco lega anche alla realtà di Polignano a Mare.
«Polignano è una comunità aperta e inclusiva, ma possiamo e dobbiamo continuare a migliorare. L’inclusione non può rimanere soltanto un principio: deve tradursi in strumenti concreti a disposizione dei bambini, delle famiglie, degli insegnanti e delle scuole».
Carrieri indica quindi alcune delle professionalità e dei servizi che, a suo avviso, dovrebbero essere rafforzati: mediatori linguistico-culturali, percorsi di italiano come seconda lingua, educatori e supporto psicologico, attraverso una collaborazione più stretta tra istituzioni scolastiche, enti locali e Ministero dell’Istruzione e del Merito.
«Se un bambino arriva senza conoscere adeguatamente l’italiano – prosegue Carrieri – dobbiamo metterlo nelle condizioni di impararlo. Se attraversa una difficoltà educativa, sociale o psicologica dobbiamo provare a offrirgli gli strumenti adeguati. Questo significa inclusione: non ignorare le differenze, ma impedire che diventino disuguaglianze o distanze».
Per il sindaco, la scuola rappresenta anche uno dei primi luoghi in cui si costruisce il senso di comunità.
«Conoscersi, confrontarsi con storie e culture differenti e crescere insieme non indebolisce una comunità. La rende più consapevole, più coesa e più ricca. La scuola è uno dei primi luoghi nei quali impariamo a essere comunità».
